
C’è questa isola, un po più piccola del nostro paese, laggiù
compressa frà il mare di Tasmania
e l’oceano pacifico meridionale, quello dei “ruggenti 40” questi venti impetuosi che soffiano
a quelle latitudini, ora dovete sapere che un po di quel vento ciascuno degli abitanti, molto pochi solo 3.700.000 poco meno dell’area metropolitana di roma, di
quell’isola verdissima, se lo porta in tasca e quando è il momento lo tirano fuori e comiciano
a soffiarlo tutti insieme o nelle vele della loro barca, o nelle gambe dei loro giocatori
di rugby , è gente semplice ma quelle due cose le sanno fare bene, talmente bene
che i loro talenti riempono le barche o i campi verdi di tutto il mondo, se vi capita di
guardare una partita di rugby degli All Blacks date un occhiata agli spalti c’è tutta
la nuova zelanda ,uomini donne bimbi belle ragazze e vecchiette arzille un mare di
sorrisi che accompagna sempre le facce serie dei velisti o dei giocatori,
ora sarà per i 34 milioni di agnelli che soffiano anche loro o per quel fuso orario
che li mette avanti di 12 ore, sarà soprattutto che nella vela ci siamo da poco, ci siamo
con le nostre scritte fighetta-minimal-chic che non soffiano nel cuore,
fatto sta che non riusciamo a prenderli.
Ora ci sono gli svizzeri di Alinghi (giu il cappello) con la loro bella barca,
e quell’ernesto bertarelli metà italiano e sfiga che corre per l’altra metà
che
non riesce a essermi antipatico, perché il suo mestiere di armatore l’ha fatto bene,
inutile dire che la mia simpatia è per quell’isola,
e se dovessero perdere, cosa che ritengo
probabile, loro lo sanno fare con stile,
guardate qui .