
Omaggio a Monty Montana e Gene Autry gli autentici protagonisti del "vuestern"
come dice il Coon nei commenti, ed io condivido il concetto.
Leggo che
Marco Giusti e Manlio Gomorasca cureranno una retrospettiva sul
western all'italiana, alla mostra del cinema di Venezia, un posto d'onore
spetterà a Tomas Milian, riconosco che in quel genere si misurarono dei giganti
come Sergio Corbucci e Sergio Leone tuttavia i loro film non furono mai all'altezza
del vero filone western, per intenderci John Wayne e soci, quel verismo esasperato
dove i fagioli erano più fagioli ed il cuoio più cuoio appesantivano la pellicola
oltre misura, del resto il genere western come i cartoni dove non muore nessuno possiedono una eleganza che quel filone italiano non ha mai raggiunto, si potrebbe
obbiettare e chissenefrega dell'eleganza non era quello l'obbiettivo, e qui proprio
a confermare questa tesi si inserisce la figura di Tomas Milian, i suoi personaggi
western fanno parte del discorso precedente, ma la sua evoluzione in Er Monnezza
segna il trionfo della cialtroneria dilagante del cinismo da quattro soldi, i
B movies erano una cialtronata senza senso appena girati, o perlomeno erano
l'anticipo di una cialtroneria dilagante ovunque oggi con il trucco rifatto
ritrovi tutto quel mondo nei vari reality, nelle curve nord o sud nel Corona and Mora's world, di sicuro col
tempo anche questo mondo sarà rivalutato è oggetto di mostre retrospettive,
c'è sempre qualche sprovveduto che crede di vedere nei fallimenti più clamorosi
chissà quale messaggio, Tarantino vede nel Milian di Cuchillo "il primo vero eroe del
terzo mondo" e vabbè è uno straniero, non vorremo certo impiccare lui o l'Ardant
per delle cazzate dette cosi alla bella spumeggiona, per finire l'indomito
Gomorascafinirà a breve con Tomas Milian l'autobiografia "Monnezza amore mio"
non ci
resta che piangere Massimo ci manchi tantissimo